Il profilo criminologico del pedofilo. Devianza e criminalità nell’era digitale

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Published: 2022
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Partendo dalle origini della pedofilia, che vanno ricercate in tempi molto lontani (particolarmente nell’antica Grecia), ho approfondito gli aspetti storico-culturali del fenomeno fino ai giorni nostri, analizzando, al contempo, le varie teorie legate agli aspetti psicologici del soggetto pedofilo, nonché le caratteristiche comportamentali predominanti rispetto al suo approccio con i minori, sia da un punto di vista tassonomico, secondo le più autorevoli classificazioni, sia da un punto di vista giuridico, secondo le normative vigenti. Nell’antica Grecia, secondo gli schemi socio-culturali del tempo, il rapporto uomo adulto e ragazzino, anche di tipo sessuale, era da intendersi come una vera e propria “esperienza educativa”, di tipo spirituale, pedagogico, attraverso la quale “l’amante adulto” trasmetteva all’adolescente le virtù del futuro uomo. Con l’avvento di internet e delle nuove tecnologie, l’approccio del pedofilo nei confronti del minore, peraltro agevolato dall’apparente anonimato, segue delle dinamiche di adescamento che preliminarmente sono scevre da ogni forma di violenza e/o di perversioni sessuali, perché alimentate dal bisogno del soggetto/abusante di entrare in empatia con il minore/vittima. Questo approccio, in genere, crea un legame simbiotico, dove il soggetto pedofilo riesce ad entrare nella psiche del minore come il suo “confidente”, un suo amico, o, come appunto accadeva nel mondo greco, come “un maestro di vita”(dal punto di vista sessuale). Un'”esperienza”, che se un tempo veniva accettata culturalmente, ed in seguito nascosta perché alimentata da forme di omertà sociale (generate dai tabù), oggi viene condannata e collocata nella sua giusta dimensione.

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